giovedì 26 ottobre 2017

Facciamo chiarezza. Defibrillatori: tutto quello che le ASD devono sapere.

Negli impianti sportivi un defibrillatore, e durante lo svolgimento di gare in luoghi chiusi una persona formata per utilizzarne uno funzionante e manutenuto. Ecco i principali contenuti della circolare CONI del 4 luglio.


Il 4 luglio il CONI ha emanato una circolare contenente precisazioni riguardo all'uso dei defibrillatori. Dal 1 luglio, infatti, è entrato in vigore l’obbligo per le associazioni e le società sportive dilettantistiche di dotarsi di defibrillatori semiautomatici.
Con Decreto del Ministro della Salute del 26 giugno 2017, adottato di concerto con il ministro dello Sport, sono state fissate le linee guida sulla dotazione e utilizzo dei defibrillatori semiautomatici.



Chi deve dotarsi di un defibrillatore

Il CONI precisa che l’obbligo previsto dalla legge è assolto:
- attraverso l’utilizzo di un impianto sportivo che sia dotato di un defibrillatore
semiautomatico o a tecnologia più avanzata,
- garantendo la presenza di un soggetto debitamente formato all’uso del defibrillatore 
semiautomatico o a tecnologia più avanzata, durante ogni gara che sia inserita nel
calendario delle FSN e delle DSA, nonché durante lo svolgimento di attività sportive con
modalità competitive ed attività agonistiche di prestazione disciplinate dagli Enti di
Promozione Sportiva e da altre associazioni e società dilettantistiche.



Cosa deve fare un'associazione sportiva dal 1 luglio

Le associazioni e le società sportive devono quindi accertarsi:
- che l’impianto utilizzato per la loro attività abbia un defibrillatore semiautomatico o a
tecnologia più avanzata, nonché
- Prima di ogni ‘gara' e, attraverso un referente indicato dalle medesime, che lo stesso sia
perfettamente funzionante e regolarmente mantenuto.

Quindi le associazioni e le società sportive dilettantistiche devono:
- accertarsi e garantirsi la presenza di una persona debitamente formata all’uso del
defibrillatore ovvero di altro dispositivo salvavita. Per persona debitamente formata si dovrà
fare riferimento alle disposizioni del DM 24 aprile 2013.

In mancanza di un defibrillatore semiautomatico o a tecnologia avanzata presso un impianto sportivo (ferme le responsabilità civili e penali) sarà impossibile svolgere attività sportiva all’interno dell’impianto rendendolo inutilizzabile.



Quali gare non necessitano di un defibrillatore


L’obbligo di dotazione e impiego dei defibrillatori semiautomatici non trova applicazione per tutte le gare che si tengono fuori degli impianti (sia coperti che scoperti) e per le attività sportive di cui all’articolo 5 comma 3 del DM 24 aprile 2013 - bocce (ma non le bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili - nonché a quelle a ridotto impegno cardiocircolatorio elencate nell’allegato A al decreto 26 giugno 2017 disponibile sul sito www.gazzettaufficiale.it.


ASI Bergamo organizzerà nei prossimi mesi alcuni corsi BLSD 
per chi ancora non è in possesso dell'attestato. 
Se vuoi rimanere aggiornato e vuoi partecipare ai corsi, 
segui i nostri canali social o scrivici a corsi@asibergamo.it 

lunedì 15 maggio 2017

Sport 1, Bullismo 0. Quando lo sport insegna.

Il bullismo è un fenomeno che si manifesta nell’abuso di potere perpetrato da uno o più soggetti nei confronti di un singolo o di una collettività. Si tratta di un fenomeno piuttosto diffuso nella nostra società. Il fenomeno del bullismo è caratterizzato da alcune peculiarità che lo contraddistinguono da altre forme di violenza, che sono:
L’intenzionalità del fenomeno: il comportamento aggressivo messo in atto dal bullo è il prodotto di un’azione premeditata volta ad offendere l’altro o ad arrecargli danno;
La persistenza del fenomeno: sebbene anche un singolo episodio possa essere considerato una forma di bullismo, il rapporto tra il bullo e la vittima è caratterizzato dal ripetersi nel tempo dei comportamenti aggressivi;
Il rapporto di potere asimmetrico che si instaura tra il bullo e la vittima:  trattasi di una relazione fondata sullo squilibrio di forza (fisica e/o psicologica) tra il bullo che agisce, che spesso è più forte o sostenuto da un gruppo di compagni, e la vittima che spesso è emarginata e incapace di difendersi;
Le diverse forme in cui si manifesta il fenomeno: nonostante spesso si pensi al bullismo fisico, va ricordato come il fenomeno spesso si manifesti anche in altre forme, come le espressioni verbali di tipo diretto (offese e minacce) e le aggressioni psicologiche di tipo indiretto (esclusione dal gruppo e emarginazione);
La natura sociale del fenomeno: gli episodi di bullismo si verificano spesso alla presenza di altri soggetti – spettatori o complici – che possono assumere un ruolo di rinforzo del comportamento del bullo o semplicemente sostenere e legittimare il suo operato.


Il fenomeno del bullismo coinvolge ragazzi di ogni fascia d’età, sesso ed estrazione sociale. Alla base del “comportamento da bullo” risiedono molteplici cause tantoché gli psicologi ritengono che chiunque può assumere nel tempo sia il ruolo di vittima che di persecutore.
Spesso vengono attribuite al fenomeno cause riconducibili al sovraffollamento delle classi, ai fallimenti e alle frustrazioni personali e ad alcuni tratti fisici distintivi della vittima. Questi elementi però non bastano da soli a spiegare le cause del bullismo. Spesso infatti la personalità e la capacità di relazionarsi sono elementi che hanno una rilevanza ben superiore. Anche i fattori ambientali, come l’abilità dell’insegnante nel tenere in ordine la classe, giocano un ruolo fondamentale.
Altre variabili scatenanti il bullismo possono essere talvolta ricercate in violenze subite durante l'infanzia, problemi famigliari legati al passato, disturbi psichiatrici, atteggiamenti troppo permissivi o limitativi messi in atto da parte dei genitori della vittima o del bullo.
Alcuni pareri attribuiscono anche alla televisione un ruolo di “cattiva maestra”. Questa infatti, ironizzando su malefatte e discriminazioni e sorridendo ad aggressori, a cattiverie e a prevaricazioni, offre ai più giovani una visione della realtà deformata dal modello di vita antisociale che spesso i media propongono.

Il fenomeno del bullismo trova terreno fertile negli ambienti di aggregazione sociale, nel gruppo di amici, a scuola e, quindi, anche nelle attività sportive. Lo sport rimane comunque un ambiente relativamente protetto in cui gli episodi di bullismo non sono molto frequenti. Ciò perché chi decide di fare sport è ben consapevole di dover accettare sia le regole della convivenza sociale, sia ovviamente quelle di un’attività sportiva regolamentata da norme proprie. In ambito sportivo si impara presto il principio secondo cui solo attraverso l’osservazione di norme condivise è possibile raggiungere traguardi prestabiliti.

Il bullismo nello sport si manifesta quando si ricerca la prestazione a tutti i costi, esaltando solo l’attività sportiva orientata al risultato agonistico e arrivando a giustificare ogni mezzo utilizzato (anche illecito) pur di conquistare la vittoria. Ma questo non è ciò che lo sport vuole insegnare.
La competitività in se non è affatto da condannare. Lo è invece il suo eccesso, una delle componenti che, ponendo il bullo a suo agio in un clima di tolleranza verso la sopraffazione, potrebbe favorire il nascere di episodi di bullismo. Quando la competizione è percepita come confronto positivo con se stessi e con gli altri, intesi come atleti con cui confrontarsi e misurare le proprie prestazioni, allora essa diventa un potente strumento capace di educare.
Lo sport, in questo senso, può e deve assumere un ruolo rilevante nella vita dei giovani. Lo sport è in grado di insegnare molte cose a chi si avvicina ad esso con spirito costruttivo e positivo: insegna ad  affrontare la  vita, a relazionarsi con gli altri, a mettersi sempre in discussione; insegna ad accettare la sconfitta e a superare gli insuccessi; insegna lo spirito di sacrificio e che ad ogni sacrificio corrisponde un vantaggio; insegna... a non arrendersi mai
fonte: http://www.sportmodellodivita.it/index.php/parliamo-di/104-lo-sport-vince-il-bullismo

giovedì 9 marzo 2017

Sconfiggi il “mal di schiena”, la miglior terapia è la prevenzione.

Il mal di schiena affligge circa l’80% delle persone tra i 25 e i 65 anni. Non è una patologia, ma solo un sintomo. In medicina è definito con il termine “lombalgia”, le cui cause possono comprendere problemi reumatici, traumatici, viscerali, infettivi e posturali. Nella maggioranza dei casi è dovuto ad una compromissione delle strutture vertebrali: vertebre, disco intervertebrale, legamenti, muscoli, nervi spinali. I sintomi principali sono la limitazione del movimento, il formicolio e il dolore che si può anche irradiare al gluteo, all’anca e alla coscia e in alcuni casi fino al piede (sciatalgia). La maggior parte delle lombalgie è definita “lombalgia comune”, cioè senza una causa precisa e con esami radiologici negativi. In questi casi bisogna considerare i numerosi fattori di rischio (concause): obesità, debolezza muscolare, scarsa flessibilità, traumi, lavoro professionale, ambienti freddo-umidi, stress psicologici, squilibri posturali, difetti del piede( piatto, cavo, ecc.) La maggior parte di questi fattori di rischio (sovrappeso, scarsa flessibilità, postura scorretta, ridotta forza muscolare, ecc.) possono essere eliminati in un adeguato “Centro Fitness”. 


Un competente personal trainer o istruttore, dopo un approfondito colloquio e un’ adeguata valutazione funzionale, deve stilare un programma di lavoro personalizzato, così come un sarto confeziona un abito su misura! Questo programma individuale personalizzato svolto costantemente nel tempo rappresenta una prevenzione intelligente attraverso il controllo dei fattori di rischio del mal di schiena. Un’altra forma di prevenzione molto importante, soprattutto per le persone che soffrono di dolori articolari e muscolari ricorrenti (lombalgia, dolore cervicale, dorsalgia, ecc.), è rappresentata dalla “valutazione posturale globale”. Il Fisioterapista esperto in Posturologia è in grado di evidenziare eventuali squilibri a carico del bacino, degli arti inferiori e della colonna vertebrale, esaminando la storia clinica del paziente, prendendo visione delle indagini strumentali svolte (referti medici, radiografie, tac, risonanze magnetiche) ed eseguendo alcuni test specifici per controllare le arcate dentarie (occlusione). Per mezzo della pedana elettronica baropodometrica, inoltre, il posturologo analizza l’appoggio plantare, ricavando preziose informazioni su eventuali difetti dei piedi e sulla distribuzione del peso corporeo tra il lato destro e sinistro. Una volta stabilito, anche in collaborazione con altri specialisti, l’origine del mal di schiena, viene approntato un programma di riabilitazione posturale. La terapia posturale per sconfiggere il mal di schiena è dunque personalizzata, prevedendo, a seconda dei casi, diversi ausili: il bite, per migliorare l’equilibrio tra le arcate dentarie; la suoletta posturale, da inserire nelle calzature; la riabilitazione posturale globale. Quest’ultima si avvale di: ginnastica posturale, mobilizzazioni vertebrali, massaggi miofasciali, e di “cerotti” non medicati deputati a rilassare i muscoli e debellare il dolore. Il “taping neuromuscolare” è il nome di questa nuova tecnica che si pratica tramite l’applicazione sulla pelle di un “cerotto” anallergico e senza farmaci. E’ una terapia naturale molto efficace, priva di effetti collaterali, in grado di stimolare le capacità di autoguarigione, rilassare i muscoli e ripristinare la scioltezza articolare dopo pochi trattamenti. Questo approccio metodologico permette di prevenire e riabilitare efficacemente il mal di schiena. I risultati saranno: recupero funzionale, armonia e benessere posturale.

FONTE: http://www.rivistainforma.it/wp-content/uploads/locations-pics/informa_2008_04.pdf

giovedì 23 febbraio 2017

Istat, un italiano su quattro pratica sport regolarmente.

Da padrone di casa al Coni e responsabile dello sport Gianni Malagò è entusiasta per i nuovi numeri sui praticanti: "Sapere che in Italia si pratica molto lo sport - le parole - mi rende felice. Il 25,1 per cento degli italiani, sostanzialmente una persona su quattro, pratica infatti sport con continuità nel tempo libero, secondo i numeri diffusi. Un dato che arriva al 34,8 per cento se aggiungiamo chi dichiara di fare sport saltuariamente".
illustrando la ricerca dell'Istat Malagò ha spiegato: "Il numero di praticanti sportivi è cresciuto di un punto e mezzo percentuale nell`ultimo anno e di oltre quattro punti, 4,2 per l`esattezza, tra il 2013 e il 2016, con un aumento medio di 1,4 punti percentuali l'anno. A livello di numeri, dal 2013 al 2016, si sono avvicinati alla pratica sportiva 2 milioni e 519mila italiani. E' quasi, se non di più, che vincere una medaglia olimpica. Io ce l'ho messa tutta, non mi sono risparmiato in niente, facendolo con molta allegria". 


Nel 2016, 14.792.000 persone hanno dichiarato di praticare una o più attività sportive in forma continuativa nel tempo libero; quelle che lo praticano saltuariamente sono 5.693.00 (il 9,7 per cento della popolazione sopra i tre anni). Gli italiani che dichiarano di praticare solo qualche attività fisica sono 15.108.000, il 25,7 per cento della popolazione sopra i tre anni.

"A forza di rompere le scatole con questa storia dello sport nella scuola - ha concluso il presidente del Coni - finalmente siamo arrivati al 60 per cento di bambini e bambine che fanno sport. Si cominciano a vedere grandi risultati, sono molto orgoglioso di tutto questo. Questi numeri hanno ancora enormi potenzialità di crescita, perché le regioni del Sud - lo dico con franchezza - sono la palla al piede di questi numeri". "Complimenti invece alla Sardegna che fa meglio di alcune regioni come Liguria e Umbria. Fanno attività bene".


Fonte:www.sportmediaset.mediaset.it

venerdì 17 febbraio 2017

Pallavolo: 8 benefici per la salute

Brucia calorie e grassi Uno dei principali vantaggi della pallavolo è che vi aiuta a bruciare calorie, una componente importante di una dieta o di un programma di mantenimento. La Harvard Medical School riporta che una persona può bruciare tra le 90 e le 133 calorie durante una partita di mezz’ora non agonistica, a seconda del peso della persona stessa, mentre una partita di pallavolo agonistica in palestra brucia tra le 120 e le 178 calorie. Invece, una partita di un’ora sulla sabbia può bruciare fino a 480 calorie perché il terreno è molto meno stabile e quindi è richiesta maggiore energia.


Tonifica il corpo Le attività fisiche coinvolte nella pallavolo rafforzeranno la parte superiore del corpo, le braccia e le spalle, nonché i muscoli del corpo inferiore. Giocare a pallavolo migliora anche il sistema cardiovascolare e respiratorio.
Aumenta il tasso metabolico La pallavolo migliora il vostro livello di energia e migliora le prestazioni complessive anche in altri sport e allenamenti.
Migliora la coordinazione occhio-mano La pallavolo è tutta basata sulla coordinazione occhio-mano. Quando servite, è necessario seguire la palla con gli occhi e colpire la palla al punto giusto. In difesa, si deve fare attenzione a dove la palla sta arrivando per mettersi in posizione. Durante l’organizzazione, la vostra coordinazione occhio-mano aiuta a vedere dove sono i giocatori avversari per essere sicuri di prendere la palla in difesa e di trovare i punti vuoti per segnare i punti.
Migliora l’agilità, la coordinazione, la velocità e l’equilibrio Grazie ai suoi rapidi cambi di ritmo e la direzione, la pallavolo necessita di un gran numero di competenze tecniche e fisiche da parte di un giocatore. Durante il corso del gioco, i giocatori sono tenuti a servire, passare, attaccare, bloccare e prendere la palla. Queste capacità richiedono flessibilità, un buon equilibrio, molta forza nella parte superiore e inferiore del corpo e velocità per rispondere all’attacco in modo efficace.
Aiuta a mantenere un cuore sano Il vostro corpo fa circolare più sangue e più sostanze nutritive in tutto il corpo, migliorando la vostra salute in generale.
Costruisce la forza muscolare La pallavolo richiede un forte sforzo dei muscoli del torace, fondamentale per quasi ogni gioco. Quando si passa, è necessario utilizzare le gambe per generare energia. Quando si imposta il gioco, è necessario utilizzare le braccia, le gambe e le mani, ma soprattutto le cosce. Quando la palla arriva a voi, è necessario caricare le gambe e le braccia e spingere verso l’alto. Le mani devono essere forti per evitare lesioni.
Aumenta la capacità aerobicaSi consuma la stessa quantità di energia giocando a pallavolo in una partita lenta di 20 minuti e correndo per un km. Questo perché vengono messi in azione tutti i muscoli e il consumo di energia è molto alto.

venerdì 10 febbraio 2017

Chi Balla non invecchia!

Molti studi dimostrano che un’attività fisica regolare è in grado di prevenire e controllare l’aumento di peso, ma soprattutto ci aiuta a raggiungere o conservare un buon equilibrio psicofisico. 
Spesso si associa l’attività fisica a fatica, sudore, si pensa di dover passare magari ore in palestra a sollevare pesi oppure di dover correre da soli o nuotare sempre soli in piscina, tutte attività utili e per chi è appassionato di sport anche divertenti, ma non è così per tutti, allora perché non proviamo a lanciarci in una frenetica salsa, o in un tango appassionato, o in un dolce valzer?

Ebbene sì anche il ballo è considerato attività fisica e da recenti ricerche è emerso che ha benefici su tutto l’organismo sia dal punto di vista fisico che psicologico, in Gran Bretagna viene prescritto come antidoto all'obesità, con il ballo si bruciano dalle 200 alle 450 kcalorie all'ora, secondo il genere, inoltre essendo un esercizio aerobico, migliora l'ossigenazione di tutto l'organismo. Il ballo non ci aiuta solo a bruciare calorie, ci consente di mantenere un buon tono muscolare attraverso un costante e moderato esercizio, dà una buona coordinazione, grazia, postura, stimola e migliora la nostra pelle più di quanto possa fare qualsiasi buona crema. Quando invecchiamo è una grossa sfida rimanere attivi, in modo che la nostra mente e il nostro corpo rimangano forti e in buona salute. Ballare è un modo meraviglioso per mantenere corpo e mente in ottima salute e la quantità di energia che volete dedicare a questa attività dipende sclusivamente da voi.
Una delle cose più belle del ballo è che ci aiuta a muovere anche muscoli che altrimenti non useremmo nella vita di tutti i giorni. Un tricipite consistente è il risultato di una buona posizione di ballo , e lo stesso vale per i muscoli delle gambe: la maggior parte delle persone hanno muscoli frontali delle gambe piuttosto buoni , ballando però grazie a diverse figure o particolari combinazioni di passi, vengono chiamati in causa tutti i muscoli e non solo quelli frontali, così come vengono allenati anche gli addominali per mantenere quel bellissimo ed elegante portamento classico dei ballerini.
Numerosi i benefici per la nostra circolazione, per il cuore, per le gambe (ballare aiuta a combattere la cellulite e le vene varicose). Il livello di trigliceridi e colesterolo LDL nel sangue si abbassa, mentre il colesterolo HDL, protettivo delle arterie, aumenta. Ballare mantiene giovani, perché tiene in esercizio le articolazioni e aiuta a combattere l'osteoporosi. Come tutte le attività fisiche "moderate" anche il ballo aiuta a combattere l'insonnia. Tutti possono ballare senza limiti di età. Solo per chi ha seri problemi alle articolazioni, al sistema cardiocircolatorio o respiratorio, è bene, prima di iniziare un corso di ballo, consultare il medico curante.
Vantaggi anche per la nostra MENTE, la danza è euforizzante: il movimento e la musica, infatti, aiutano a elevare il livello di endorfine nel sangue, le sostanze che danno il buonumore. Ci si rilassa, perché la concentrazione sui movimenti distrae dalle preoccupazioni. Aiuta a vincere la timidezza e permette di fare conoscenza più facilmente. Il ballo permette di esprimere la propria creatività e la propria personalità. Ha quindi una valenza positiva anche dal punto di vista sociale. Imparare a ballare e affinare la tecnica "modella" il carattere perché aiuta a porsi degli obiettivi e a raggiungerli grazie alla costanza. E’ bene inoltre sottolineare che il ballo migliora la composizione corporea come dimostra lo studio eseguito su 30 ballerine di sesso femminile, di età compresa tra 17,4 + / - 2,01, a cui sono stati misurati i parametri antropometrici (peso, altezza, Body Mass Index e composizione corporea mediante impedenziometria) e un gruppo di controllo di 30 femmine "non atletiche", con età media di 18,00 anni Mihajloviæ B, Mijatov S.
Danzare fa bene allo spirito e alla salute, anche in terza età. Lo dimostrano due studi condotti dai ricercatori della Washington University e dell'Albert Einstein College of Medicine di New York che sono giunti alle stesse conclusioni: ballare è un vero toccasana per le persone anziane.
Lungo l’elenco dei benefici del ballo: migliora il controllo muscolare, favorisce l’elasticità delle articolazioni e può addirittura ritardare il manifestarsi di sintomi del morbo di Alzheimer o di Parkinson.
I ricercatori nordamericani sono partiti dall’assunto, dimostrato da precedenti studi, che danzare faccia certamente bene allasalute fisica: rafforza le ossa e i muscoli, aumenta la salute cardiovascolare e polmonare, dona una maggiore elasticità nei movimenti. Ma questa pratica ha un effetto positivo anche sul cervello? I ricercatori hanno risposto all’unisono.
Gli scienziati di Washington hanno arruolato 38 pazienti anziani con il morbo di Parkinson e li hanno divisi in due gruppi: il primo ha fatto 20 lezioni di tango argentino della durata di un’ora, il secondo ha fatto altrettante sedute di stretching ed esercizi mirati.
Al termine del follow-up, i risultati hanno mostrato che tutti i pazienti manifestavano un miglioramento nella Unified Parkinson's Disease Rating Scale Motor, un punteggio che valuta l’andamento della malattia in relazione al movimento, ma solo gli anziani che si erano cimentati nel tango mostravano anche un netto miglioramento nel punteggio ottenuto al test Berg Scale, quello che valuta lo stato dell’equilibrio statico e dinamico, e al test Timed Up and Go, che analizza la capacità di eseguire movimenti complessi, come girare attorno ad una sedia, sedersi, alzarsi.
Gammon Earhart, autore dello studio, ha spiegato sulle pagine del Journal of Neurologic che il tango aiuta ad allenare alcune abilità psicomotorie, come l’equilibrio dinamico: dover seguire il partner e le brusche alternanze dei movimenti è un ottimo esercizio per mente e corpo!
Alla medesima conclusione giunse, qualche anno fa, anche un gruppo di ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine diNew York che prese in esame persone anziane, affette da morbo di Alzheimer, che vennero seguite per ben 21 anni. L’obiettivo dei ricercatori  era di studiare quali esercizi o attività sportivepotessero contrastare lo sviluppo della demenza.
Risultato: quasi nessuna delle attività fisiche prese in esame (come andare in bicicletta, nuotare o giocare a golf) sortivano un qualche effetto positivo, tranne il foxtrot. Questo ballo di coppia sembra ridurre del 35% il rischio di demenza e, se si balla tre volte alla settimana, la riduzione del rischio può arrivare addirittura al 76%.
Anche in questo caso il merito sarebbe del tipo di movimento: passi lenti alternati a passi veloci in un ritmo particolarmente scadenzato. Secondo gli esperti, mantenendo elastico e attivo il cervello si può aumentare o mantenere costante il numero di connessioni tra i neuroni e quindi conservare una certa ricchezza cognitiva, a dispetto dell’età e delle demenze.
Negli ultimi anni stanno prendendo sempre più piede i balli di origine latinoamericana. Questi non sono solo un piacevole passatempo, ma sono molto utili per tutto l’organismo; la danza, infatti, ha molte potenzialità terapeutiche, che si sono sviluppate nelle differenti forme di “danza-terapia”
La danza è un importante strumento di espressione globale della persona. La sua capacità di sostenere il benessere era già nota in molte popolazioni primitive che attraverso i balli tradizionali mimavano i propri stati affettivi individuali o di gruppo. L’uso delle potenzialità terapeutiche della danza in una forma più sistematica risale a tempi più recenti in cui si sono sviluppate diverse forme di “danza-terapia” che comprendono metodi che utilizzano il movimento del corpo, in modi più o meno strutturati e in relazione ad obiettivi diversi. All’interno delle varie tipologie di “movimento-terapie” sono compresi pertanto differenti approcci, tutti accomunati dal riconoscimento del rapporto che unisce mente e corpo.
Ballare è, quindi, diventato un’alternativa efficace e divertente alla palestra.
Il movimento fisico riesce infatti più facile e divertente, se a far da contorno e a scandire il ritmo, è la musica. In nome della ‘forma fisica’ si attinge alle tradizioni di tutto il mondo che forniscono numerosi esempi di ginnastica-danza; è ad esempio il caso della capoeira brasiliana, così diffusa negli ultimi anni anche da noi, che allude, mimando colpi, finte e parate, ad un combattimento senza altre armi se non il corpo.
A farla da padrona - sia nelle palestre sia nei corsi - sono comunque i balli latino-americani (merengue, salsa, bachata, samba ecc.) che con i loro movimenti permettono di migliorare il tono muscolare generale, di tonificare i glutei e gli addominali, di snellire gli arti inferiori e di donare elasticità della schiena.
Tango, liscio, valzer, balli sudamericani e africani diventano così lo strumento per star meglio, la scusa per occuparsi di se stesse lontani dalla ripetitività degli attrezzi e dall’umidità della piscina.
Anche la più seducente danza del ventre ha un effetto benefico; con i movimenti rotatori, dolci e continui del bacino, consente alle vertebre un benefico movimento e una distensione verso l’alto. Gli arti, sia quelli superiori sia quelli inferiori, si muovono anch’essi in modo uniforme e sintonico, consentendo un buon utilizzo anche della muscolatura dei glutei. Infine la rotazione del capo da entrambi i lati consente di restituire benessere a chi è afflitto da dolori cervicali.
Inoltre, il ballo è un’attività ideale a tutte le età e per entrambi i sessi.
I benefici fisici che si ottengono grazie al ballo sono molti; - aiuta a bruciare calorie;
- modella e rende armonico il corpo intero;
- aumenta la coordinazione e aiuta ad acquisire armonia e scioltezza.
- aumenta l’elasticità delle articolazioni;
- aiuta a prender coscienza del proprio corpo e a muoversi con maggior scioltezza, mantenendo una postura corretta.
Un ultimo beneficio è dato dal fatto che la danza esercita la memoria in modo estremamente naturale, dato che, quantomeno nella fase di apprendimento, è necessario concentrarsi molto per ricordare le varie sequenze e i vari passi.
Oltre ai vantaggi di tipo fisico, se ne ottengono anche di psicologici: infatti a ritmo di musica, lo stress si allenta e il benessere psicofisico aumenta.

bisogna però ricordare che anche a questa ‘disciplina’ ci si deve avvicinare in modo graduale: si deve iniziare sempre dopo aver effettuato un accurato controllo medico (pressione, funzionalità cardiaca ecc.), e in maniera graduale. Solo dopo qualche tempo, quando il fisico si sarà abituato all’esercizio, ci si potrà applicare per un periodo di tempo maggiore. Inoltre se si vogliono ottenere risultati duraturi, serve costanza: non bisogna smettere appena ottenuti i primi risultati. 
Fonte: http://www.studiodimensionedanza.net/1/danza_e_benessere_2765563.html

venerdì 3 febbraio 2017

I benefici del gioco del calcio.

Lo sport è davvero fondamentale per la vita di tutti, sia per mantenere la salute al massimo, sia per avere una buona concentrazione e un modo per scaricare lo stress. Qualsiasi sport è da considerarsi un ottimo sfogo per la salute, dalla camminata alla corsa, al tennis ed al ciclismo.

Ma lo sport per eccellenza è il gioco del calcio, che è davvero amato da tutti voi.La prima cosa che si può notare sono i benefici fisici. Questi benefici fisici si possono riscontrare nel miglioramento della resistenza ed aumento della massa muscolare: un calciatore, dovendo muoversi abbastanza rapidamente in campo, e percorrendo così svariati chilometri per un tempo non proprio breve, (circa 1 ora e mezza) è sottoposto ad uno sforzo fisico di non poca importanza, che col passare del tempo e delle partite, induce l'organismo ad avere una maggiore resistenza. Inoltre, il costante movimento, e quindi dell'allenamento, determina un aumento della massa muscolare. Con l'aumento della massa muscolare, anche il nostro metabolismo migliora, ed è quindi molto più facile "tenersi in forma" e prevenire le situazioni di sovrappeso, e di conseguenza le diverse patologie legate ad esso. Di grande rilevanza, sono i vantaggi che ottengono il sistema cardiovascolare e quello respiratorio.
In gruppo si riesce molto a crescere e con ciò si ha una diversa visione delle esigenze del gruppo. Il gioco di squadra, inoltre, toglie gli screzi che si creano tra le persone e crea un certo rapporto perché è la squadra a vincere, non il singolo elemento.


Oltre ai normali benefici muscolari ci sono sicuramente benefici nell'emotività. Il calcio è uno sport bellissimo ed essendo uno sport di squadra, aiuta molto nella socializzazione e nello spirito di squadra. Saper essere parte integrante di un gruppo è un elemento fondamentale per poter vivere e sapersi rapportare con altre persone.
Oltre a tutto ciò, il calcio riesce a combattere anche le ansie e le angosce, con tutto ciò che ne conseguono.  Le malattie psicologiche possono essere trattate con qualsiasi sport, ma meglio se di squadra, come il calcio, in quanto riescono a dare nuovi stimoli e nuove sfide con obiettivi da raggiungere, per sapersi mettere in gioco ed iniziare un nuovo cammino.

Fonte: http://www.sportpower.it/i-benefici-del-gioco-del-calcio-190866.html#steps_6